Salva tra i preferiti
Accedi (o registrati) per salvare i tuoi contenuti preferiti e ritrovarli nella tua area personale.
Bruciano rifiuti speciali lungo via Chiusanuova, a Sant’Elia Fiumerapido.
Una colonna di fumo nero si è sprigionata dal cumulo di rifiuti. Le immagini, inviate dall’ANSMI Sezione di Cassino, mostrano fiamme che superano i 10 metri di altezza.
A Sant’Elia sono presenti discariche e microdiscariche abusive che da tempo vengono segnalate da cittadini, comitati e associazioni. Minimizzare o ignorare queste situazioni significa mettere a rischio non solo la popolazione di Sant’Elia, ma un intero comprensorio di circa 250.000 abitanti. Gli ecocriminali hanno le loro responsabilità, ma anche ignorare le segnalazioni significa non fare prevenzione. Poi accade quello che vediamo oggi.
Cosa è successo
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio si è sviluppato in un’area aperta lungo via Chiusanuova, dove da tempo erano stati accumulati materiali di varia natura. Dalle nostre immagini si nota una colonna di fumo nero denso e fiamme che raggiungono un’altezza stimata intorno ai 10 metri, segno che tra i materiali coinvolti potrebbero esserci sostanze combustibili e potenzialmente pericolose.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, coadiuvati dalle forze dell’ordine, per lo spegnimento e la messa in sicurezza dell’area. Al momento non si segnalano feriti, ma resta alta l’attenzione per i possibili rischi legati ai fumi tossici e alla ricaduta di residui della combustione.
Il contesto: discariche abusive e rischio ambientale cronico
L’episodio non è isolato. Nell’area tra Cassino, Sant’Elia Fiumerapido e Villa Santa Lucia sono state più volte segnalate e, in alcuni casi, sequestrate discariche abusive di rifiuti speciali, anche di origine industriale e sanitaria.
Già nel 2015 la Guardia di Finanza di Cassino aveva sequestrato tre terreni adibiti a discariche abusive tra Sant’Elia e Villa Santa Lucia, denunciando sei persone e cogliendo in flagrante un operaio mentre scaricava illegalmente rifiuti.
Nel 2019, la discarica abusiva del Nocione, a cavallo tra Cassino e Sant’Elia, è tornata alla cronaca per teloni spostati dal vento e parzialmente bruciati, con rifiuti rimasti a cielo aperto per mesi in attesa di bonifica.
Più recentemente, nel 2025, i Carabinieri hanno sequestrato un’area di 3.200 mq nell’ex tipografia di Villa Santa Lucia, trasformata in autodemolizione abusiva con circa 100 veicoli, motori e bidoni di oli esausti, denunciando tre imprenditori per smaltimento illecito di rifiuti speciali.
A questo quadro si aggiungono esposti dall’ANSMI Sezione Provinciale di Frosinone alla Procura di Cassino e alla Capitaneria di Porto di Gaeta, per un presunto disastro ambientale nell’area tra Cassino e Sant’Elia, con particolare riferimento al Fiume Rapido e alla possibile presenza di rifiuti industriali e sanitari nel sottosuolo e nelle falde
In un’area densamente abitata e con una forte vocazione agricola come quella del Cassinate, questi episodi non sono solo un danno ambientale: sono un rischio sanitario diretto per circa 250.000 abitanti del comprensorio.
Galleria
Articoli correlati
Segnalazione da Via del Lago, lungo il ramo antico del Fiume Rapido che costeggia Via Caira
Dall’interno di noi stessi si genera l’autostima e non da approvazioni ne riconoscimenti esterni.
Questa sera, in via Caira, un cinghiale femmina è stato investito.