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La camera che nessuno voleva più occupare
48° Anniversario della strage di Patrica
L’8 novembre 1978, a Patrica, un agguato terroristico uccise il procuratore Fedele Calvosa, l’autista Luciano Rossi e l’Agente di Custodia Giuseppe Pagliei, di appena 29 anni, sposato e padre di due figli.
Sono passati soltanto sette mesi quando, dopo aver frequentato la Scuola Allievi Agenti di Custodia di Cassino, vengo assegnato al Carcere Giudiziario di Frosinone insieme a Sergio Dell'Ascenza, anche lui di Cassino. Ad accoglierci è il Brigadiere Di Girolamo, persona di grande umanità, che ci accompagna negli alloggi. Mi mostra una camera con due lettini e, quasi sottovoce, mi racconta che in uno di quei letti aveva dormito Giuseppe Pagliei. Da quando era stato ucciso, nessuno aveva più voluto occupare quella stanza.
Non ci penso due volte.
«Va bene, dormo io in questa camera». Non avevo conosciuto Giuseppe, né stretto la sua mano. Eppure, da quel momento, il suo ricordo entrò anche nella mia storia personale. Ero giovane, appena uscito dalla scuola, e forse non comprendevo pienamente il significato di quel gesto. Oggi, a distanza di tanti anni, mi piace pensare che fosse un piccolo modo per restituire a un collega il posto che gli spettava, non soltanto quello di una vittima del terrorismo.
Giuseppe Pagliei, Fedele Calvosa e Luciano Rossi erano servitori dello Stato, uomini che quella mattina stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro. Domani, nel ricordarli, porterò con me anche quella camera, quei due lettini e la scelta spontanea di occuparne uno.
Perché la memoria non vive soltanto nelle cerimonie, ma anche nei ricordi personali.
A Giuseppe Pagliei, a Fedele Calvosa e a Luciano Rossi, il mio pensiero riconoscente.
Per non dimenticare.
(Nella foto Giuseppe Pagliei)
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