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Monterotondo: il Circolo Culturale “A. De Gasperi”. 1973/74

Monterotondo: il Circolo Culturale “A. De Gasperi”. 1973/74

Ennio, Fernando, Giancarlo, Paolo, Mario, i ragazzi di Monterotondo

Era una ex scuola elementare: muri semplici, finestre basse. Eppure, dentro, batteva un cuore nuovo.

Ennio, Fernando, Giancarlo, Paolo, Mario, i ragazzi di Monterotondo, ebbero un’intuizione che oggi chiameremmo visionaria: trasformare un luogo di studio in un luogo di incontro, di musica, di vita. Una discoteca, sì, ma prima ancora un rifugio generazionale.

Erano gli anni dei lenti.

La musica non era solo sottofondo: era un pretesto per avvicinarsi, per imparare a guardarsi negli occhi, per sentire il tempo fermarsi per la durata di una canzone. In quelle stanze, tra luci soffuse e passi incerti, molti trovarono l’altra metà di sé. Amori nati timidi, cresciuti forti, diventati matrimoni, famiglie, storie che ancora oggi camminano per le strade.

Per gli adolescenti il Circolo De Gasperi era un punto di riferimento.

Non solo un posto dove andare, ma un posto dove essere. Lì si imparava a stare insieme, a sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé. I ragazzi di Monterotondo erano avanti, senza saperlo: stavano già vivendo ciò che, qualche anno dopo, il mondo avrebbe chiamato Febbre del Sabato Sera.

Ma li non c’era bisogno di un film per capirlo.

C’era già tutto: la musica, i sogni, l’attesa del lento giusto, la mano che cercava un’altra mano.

E una vecchia scuola che, per qualche anno, insegnò a un’intera generazione l’arte più difficile di tutte: quella di incontrarsi.


Questa storia, una curiosità per tanti, arriva da uno che vive ancora quel posto e noi di Tutto Cassino ringraziamo per i ricordi che si aprono davanti a chi legge.

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