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Teatro Romano
Capienza stimata di circa 2500/3000 persone
Informazioni
Edificato in età augustea al centro dell'antico abitato, l'anfiteatro sfrutta sapientemente il naturale dislivello del terreno per assecondare la pianta ellittica dell'edificio, la cui cortina muraria è realizzata in caratteristico opera reticolata bicroma. Portato alla luce nel 1936 grazie alle ricerche di Gianfilippo Carettoni, il complesso è stato interessato da un radicale restauro conservativo tra il 1959 e il 1962, che ne ha restituito l'imponente volumetria.
La cavea, dallo sviluppo marcatamente ovale, è articolata in tre fasce sovrapposte di gradinate (ima, media e summa cavea), che riflettevano la rigida suddivisione sociale del pubblico. Il sistema di percorsi orizzontali e le scalette radiali sono collegati da ampi corridoi voltati (vomitoria), pensati per garantire un afflusso e un deflusso rapido degli spettatori, mentre nella sommità si conservano le tracce di un ambulacro perimetrale di servizio. Al centro si apre l'arena, il piano di calpestio originario in battuto di cocciopesto, separato dagli spalti da un alto podio in muratura, sul quale si affacciavano verosimilmente gli accessi cerimoniali: la Porta Triumphalis per i vincitori e la Porta Libitinensis per i caduti, a sottolineare la destinazione dell'edificio ai giochi gladiatori e alle venationes.
Nel 2000 sono stati eseguiti nuovi interventi di consolidamento strutturale, con particolare attenzione alla ricostruzione del drenaggio perimetrale e alla riqualificazione dell'area esterna antistante i fornici d'ingresso. Con una capienza stimata di circa 2500/3000 persone, l'anfiteatro conserva intatta la sua vocazione aggregativa: oggi, durante la calda stagione estiva, il suggestivo ovato di pietra ospita rassegne teatrali, concerti ed eventi culturali, trasformandosi ancora una volta in un vibrante palcoscenico di comunità.