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Quando Cassino incontrò Van Gogh
È una storia incredibile: una ragazza nata a Cassino diventa il punto....
C’è una storia di Cassino che merita di essere raccontata, ce l'ha inviata il nostro concittadino Edoardo Grossi e con piacere pubblichiamo sulle nostre colonne.
Nel 1865, a Cassino, nasceva Marianna Mattiocco, una giovane destinata a entrare, quasi senza che la sua città lo sapesse, nella storia dell’arte europea.
Marianna si trasferì a Parigi e lì conobbe John Peter Russell, pittore australiano che frequentava gli stessi ambienti artistici di Vincent van Gogh. Russell e Van Gogh divennero amici e compagni di studi nell’atelier di Fernand Cormon.
Marianna divenne la compagna di Russell e, nel 1888, sua moglie. Ma la storia diventa ancora più affascinante perché Cassino non rimase soltanto il luogo di nascita di Marianna. Russell venne in Italia e soggiornò a Cassino, entrando in contatto con la famiglia Mattiocco. Dipinse il paesaggio cassinate e realizzò opere dedicate a Cassino, tra cui Peasant Women at Monte Cassino, The Terraces at Monte Cassino e Meules de blé à Monte Cassino. Dipinse persino i genitori di Marianna, Pasquale e Peppa Mattiocco, nel celebre ritratto I due Mattiocco.
E tutto questo accadeva mentre Russell era inserito in uno dei più straordinari ambienti artistici della storia: Van Gogh, Monet, Rodin, Matisse e altri protagonisti della pittura europea. È una storia incredibile: una ragazza nata a Cassino diventa il punto di incontro tra la nostra città e il mondo dell’arte che ruotava attorno a Van Gogh. Il libro di Ann Galbally, A Remarkable Friendship – Vincent van Gogh and John Peter Russell, racconta proprio la straordinaria amicizia tra Russell e Van Gogh e, attraverso la vita di Russell, ci porta anche verso Marianna Mattiocco e Cassino.
Forse Cassino dovrebbe riscoprire questa storia. Perché non è soltanto una vicenda personale. È un pezzo della storia culturale di Cassino che si intreccia con la grande storia dell’arte mondiale. E forse, prima ancora di parlare di Capitale della Cultura, dovremmo cominciare a conoscere e valorizzare storie come questa.